Quando la sede legale della ditta individuale e la residenza possono coincidere

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La sede legale della ditta individuale e la residenza possono coincidere?

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Con nota del 14 gennaio 2013, il Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, su richiesta della CCIAA di Potenza, ha chiarito che la sede legale dell’impresa individuale può coincidere con la residenza del titolare se l’imprenditore decide di organizzare il lavoro da casa.

Con la predetta nota, il Ministero ha formulato le seguenti considerazioni:

– ai sensi dell’articolo 2196, c.1, n.4, del codice civile, l’imprenditore deve indicare, in sede di iscrizione nel registro delle imprese, la sede dell’impresa;

– tale sede è anche indicata, nel medesimo codice, nell’art. 2197 (relativo alle sedi secondarie), come la sede principale dell’impresa;

la sede principale dell’impresa … è il centro dell’attività direttiva, amministrativa, organizzativa dell’impresa e di coordinamento dei fattori produttivi;

– per le società tale centro si presume coincidente, fino a prova contraria, con la sede legale;

– nel caso delle imprese individuali, mancando un atto costitutivo, tale centro non può che dedursi da quanto indicato dal titolare in sede di iscrizione dell’impresa nel registro delle imprese”.

“Ovviamente, per le imprese individuali che tipicamente svolgono la propria attività in appositi locali (ad esempio, una falegnameria, un fabbro) è facile immaginare che, normalmente, “centro dell’attività direttiva, amministrativa, organizzativa dell’impresa e di coordinamento dei fattori produttivi” e “luogo in cui l’impresa svolge l’attività di produzione” di beni e servizi coincideranno, anche per evitare l’assoggettamento ad un distinto diritto annuale per la sede dell’impresa e l’unità locale”.

In ogni caso, chiarisce il Ministero, resta ferma la possibilità per l’impresa stessa di indicare la propria sede principale in un luogo diverso (ad esempio, la propria residenza, il commercialista). Naturalmente, in tal caso, sarà necessario denunciare l’apposito locale come unità locale.

Diversamente, per le imprese individuali che svolgono la propria attività senza l’imprescindibile necessità di appositi locali (ad esempio, l’agente di commercio), appare probabile, ma non necessario, che sede dell’impresa individuale e residenza del titolare coincidano.

Alla luce di quanto sopra e della sentenza n.2814 del 2000 della Cassazione civile (“è certo possibile che un imprenditore individuale risieda in un posto ed abbia la propria impresa in un altro), il Ministero ha concluso desumendo che:

  • la sede dell’impresa individuale può coincidere con la residenza del titolare;
  • non necessariamente la sede dell’impresa individuale deve coincidere con la residenza del titolare.

(Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione – Nota del 14 gennaio 2013, n.5095)

Fonte: https://www.filodiritto.com

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Sede Legale: Definizione

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Sede legale

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La sede legale (o sede sociale) di una persona giuridica (società o ente non commerciale) è il luogo in cui dall’atto costitutivo essa risulta avere il centro dei propri affari.

Concetto

Il concetto di sede legale è l’equivalente del concetto di residenza per le persone fisiche. L’articolo 46 del Codice civile italiano infatti recita: Quando la legge fa dipendere determinati effetti dalla residenza o dal domicilio, per le persone giuridiche si ha riguardo al luogo in cui è stabilita la loro sede. Nei casi in cui la sede stabilita ai sensi dell’art. 16 o la sede risultante dal registro è diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche questa ultima.

La sede legale non va tuttavia confusa con la sede operativa o con la sede amministrativa. In queste ultime si trovano gli uffici dell’impresa, nella quale vengono svolte le attività politiche e gestionali. Il concetto di “centro degli affari” infatti può essere ricondotto al mero luogo di notifica della corrispondenza legale e la sede legale può essere anche una casella postale. Nella pratica professionale molte società di capitale o cooperative indicano nell’atto costitutivo come sede legale lo studio di un professionista e in tale luogo vengono tenute le riunioni del Consiglio di Amministrazione o anche le assemblee dei soci.

La Corte di Cassazione ha in merito affermato: Ai fini dell’equiparazione di fronte ai terzi, ex art. 46 cod. civ., della sede effettiva della persona giuridica alla sede legale, deve intendersi per sede effettiva il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente ed ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato o stabilmente utilizzato per l’accentramento dei rapporti interni e con i terzi, degli organi e degli uffici in vista del compimento degli affari e della propulsione dell’attività dell’ente

Trasferimento della sede legale

Con la riforma del diritto societario il trasferimento della sede legale all’interno dello stesso comune non è più considerata modificazione dell’atto costitutivo e può essere comunicata al Registro Imprese direttamente dagli amministratori senza effettuare un rogito notarile.

Fonte: https://it.wikipedia.org

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Qual è la differenza tra residenza e domicilio fiscale?

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Residenza e domicilio fiscale: qual è la differenza?

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La differenza tra domicilio e residenza può spesso essere oggetto di dubbi legittimi. La questione può diventare ancor più complessa se ad essi si aggiunge anche il domicilio fiscale, che rappresenta un concetto diverso dai primi due.

Per quanto riguarda la differenza tra residenza e domicilio la prima si riferisce all’abitazione di una persona mentre la seconda rappresenta il luogo dove si svolge la propria attività professionale o lavorativa. Il domicilio fiscale al contrario è un concetto inerente al diritto tributario e per le persone fisiche coincide con il comune di residenza anagrafica.

La questione è molto dibattuta in dottrina ed in giurisprudenza soprattutto nelle situazioni di trasferimento all’estero, basti pensare all’ultima interessante sentenza della Corte di Cassazione nella quale viene emanato il principio secondo il quale la sola iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero non è sufficiente per dimostrare la non residenza fiscale in Italia.

Cerchiamo quindi di illustrare brevemente quali sono le principali differenze tra domicilio, residenza e domicilio fiscale e come si identifica la dimora.

Qual è la differenza tra residenza e domicilio?

Il primo passo per cercare di comprendere quale sia la differenza che intercorre tra domicilio e residenza è fare riferimento al Codice Civile che fornisce una definizione generale dei due termini. Nello specifico è l’articolo 43 del testo quello nel quale è possibile rintracciare un preciso discrimine tra i due.

Tipologia Definizione ex art. 43 del Codice Civile
Domicilio: “luogo in cui essa [la persona] ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi”
Residenza: “luogo in cui la persona ha la dimora abituale”

Per residenza si intende quindi il luogo dove ci si stabilisce e dove si abita. Nel caso di cambio di residenza infatti viene effettuato un controllo entro i 45 giorni dalla dichiarazione di trasferimento per verificare se la persona abbia effettivamente preso possesso e si sia sistemato all’interno dell’immobile dichiarato.

A differenza della dimora, la residenza è caratterizzata dall’essere l’abitazione abituale della persona. Per trasferimenti per periodi brevi infatti non è necessario effettuare alcun cambio di residenza. In questi casi infatti si potrà dire di aver trasferito la propria dimora (il che non richiede alcun tipo di adempimento) ma non la propria residenza.

Al contrario il domicilio viene a specificare dove una persona ha la propria attività economica. In concreto quindi il domicilio risulta riferito alla vita lavorativa o professionale del soggetto ed è in quel luogo che verranno inviate le comunicazioni inerenti a questo aspetto della vita della persona.

La residenza e il domicilio possono anche coincidere ma questa sovrapposizione non è in alcun modo una regola. Da quanto detto fino ad ora infatti è possibile che una persona che abbia la sua residenza presso un certo indirizzo possa scegliere di fissare il proprio domicilio in un altro luogo sulla base di dove svolge le proprie attività lavorative.

Qual è la differenza tra domicilio, residenza e domicilio fiscale?

Per quanto riguarda invece il domicilio fiscale, come già ricordato, è un termine che attiene al diritto tributario e viene a definire la competenza territoriale dell’Ufficio tributario. Il domicilio fiscale, a differenza della residenza e del domicilio civilistici, sono regolati dal d.P.R. 600/1973 su “Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”.

Il domicilio fiscale deve essere determinato sia per le persone fisiche che giuridiche ed è importante soprattutto per quanto riguarda gli aspetti tributari. Risulta determinante, per esempio, per la notifica di provvedimenti impositivi, accertamenti, nel caso di reati fiscali. Per quanto riguarda le persone fisiche il domicilio fiscale risiede nel Comune all’interno del quale è il soggetto è iscritto all’anagrafe.

Il domicilio fiscale delle persone giuridiche (società, associazioni, imprese) viene fissato nel comune in cui è registrata la sua sede legale. In caso mancasse dovrà essere indicata nello stesso comune dove è situata, in ordine di importanza, la sede amministrativa e, secondariamente, la sede secondaria o stabile organizzazione. Se non è presente nessuna di queste indicazione allora sarà considerato il luogo dove si svolge la gran parte dell’attività lavorativa.

Fonte: www.informazionefiscale.it

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